FAQ

 

Sezione A - Notizie generali

In questa sezione troverai le più frequenti domande, e relative risposte, riguardo alla presenza, ecologia e conservazione del lupo sul territorio locale e nazionale.

I lupi in Italia sono stati reintrodotti?

Il lupo in Italia ha evitato l’estinzione anzitutto grazie al divieto di caccia istituito a partire dal 1971 e proseguito negli anni successivi, fino al suo riconoscimento, nel 1977, come specie particolarmente protetta. Essendo una specie con elevata capacità di adattamento a varie condizioni ambientali, unitamente all’effetto dell’istituzione di aree  protette comprendenti le aree dove si erano rifugiati gli ultimi individui, la  crisi dell’agricoltura e le reintroduzioni di ungulati selvatici per scopi venatori o conservazionistici, il lupo ha potuto rapidamente accrescere la sua popolazione.

Da dove arrivano i lupi del grossetano?

Il lupo grazie ad una legge del 1971 che ne ha garantito la  protezione legale, ha potuto evitare l’estinzione in Italia.  Altri fattori, quali ad esempio l'esteso abbandono di terreni agro-silvo-pastorali e l'aumento delle prede selvatiche d’interesse venatorio hanno contribuito all'incremento numerico della popolazione di lupi in Italia. Questa ripresa ha determinato la riconquista di territori dove il lupo era completamente o quasi del tutto scomparso. La sua presenza nel grossetano, come anche nel viterbese, è particolarmente percepita dalla popolazione locale a causa della consistenza del patrimonio zootecnico e l'assenza di strumenti adeguati di protezione del bestiame.

Quanti potrebbero essere i lupi nel territorio provinciale di Grosseto?

Non sono attualmente  disponibili dati relativi alla consistenza numerica di lupi presenti nel territorio della Provincia di Grosseto, ottenuti con procedure di monitoraggio standardizzate. Le attività attualmente in corso nella provincia di Grosseto, tra cui il progetto LIFE  Ibriwolf, prevedono di stimare  la consistenza dei lupi, attraverso l’uso di segni di presenza indiretta della specie (es. rinvenimento di tracce ed escrementi).

Perchè proteggiamo il lupo?

I lupi in Italia sono ancora considerati a rischio di estinzione perché costituiscono comunque una popolazione isolata, confinata alle Alpi occidentali ed Appennini e perché le conoscenze degli aspetti demografici di questa popolazione sono ancora molto scarse. Il lupo inoltre a causa del bracconaggio e degli incidenti stradali è sottoposto ad un elevato tasso di mortalità  non naturale, che potrebbe ancora provocare il declino della popolazione e la sua estinzione.

Cos’è un ibrido cane-lupo?

È il frutto dell’incrocio tra un cane ed un lupo, che genera animali fertili. L’incrocio tra i due animali è favorito dall’esistenza di cani randagi o lasciati liberi di vagare nel territorio rurale.  Le caratteristiche comportamentali dell'ibrido cane-lupo sono simili a quelle di un lupo, mentre l’aspetto esteriore (morfologico) può discostarsi, anche in maniera molto evidente, dallo standard selvatico del lupo.

Perché non può essere ucciso il lupo?

Il lupo è considerato specie protetta a livello internazionale e nazionale:

  • fa parte delle ”Specie di fauna rigorosamente protette” elencate nell’allegato 2 della Convenzione di Berna;
  • fa parte delle "Specie animali e vegetali di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione"(allegato 2) e  delle "Specie animali e vegetali che richiedono una protezione rigorosa") (allegato 4) della Direttiva Habitat;
  • è presente negli allegati A e B della convenzione di Washington (CITES);
  • è una "specie particolarmente protetta" inserita nell’art. 2 della legge nazionale 157/92.

Sezione B - Sicurezza e prevenzione

In questa sezione troverai domande e risposte relative alla sicurezza di persone e greggi nei confronti del lupo e prevenzione degli eventiali danni causati dalla specie ad animali domestici.

I lupi sono una minaccia per le persone?

Non risultano in Italia e in Europa casi di attacco all'uomo da parte del lupo.  Il lupo, come molti altri animali selvatici, ha paura dell'uomo e non lo identifica come sua possibile preda. Pertanto, in un contesto naturale, il lupo non solo non aggredisce l'uomo ma ne è fortemente intimorito e in caso di incontro casuale con una persona tenderà a fuggire.

Un cane o un branco di cani possono predare il bestiame domestico?

Sì, anche se le modalità con cui avviene la predazione da parte del cane rispetto a quella causata dal lupo  possono essere diverse. Il lupo infatti ha evoluto in milioni di anni caratteristiche eco-etologiche che ne fanno un predatore altamente specializzato ed efficace. Viceversa i cani, che sono il risultato di un lungo processo di addomesticamento portato avanti dall'uomo sono generalmente molto meno  efficienti nell'uccidere una preda. E' anche vero tuttavia, che non è possibile generalizzare e ad esempio un esemplare giovane di lupo potrebbe uccidere una preda domestica in modo molto meno efficiente di un cane domestico adulto.

Chi ha predato le mie pecore?

E' molto difficile stabilire se il predatore di un animale domestico ucciso sia stato un lupo, un cane o un ibrido perché le tre tipologie di animali sono fisicamente molto simili ed uccidono la preda a morsi con modalità simili. Generalmente il cane è meno efficiente nell'uccidere le prede, pertanto è possibile, in alcuni casi, rilevare sulla carcassa degli elementi che potrebbero consentire di stabilire se la predazione sia stata causata da un cane o da un lupo.   Molto più difficile, se non impossibile, è distinguere tra una preda uccisa da un lupo e da un ibrido. In ogni caso, queste valutazioni possono essere fatte solamente su animali appena uccisi; quando  l’animale è stato predato da qualche tempo, l’intervento di altri animali sulla carcassa  rende decisamente impossibile il riconoscimento del predatore.  

Posso sparare o mettere trappole per difendere il mio gregge?

Ogni iniziativa che possa provocare la morte o il ferimento di un animale (lupo, ibrido o cane) è vietata dalla legge e perseguita con severità. In particolare il lupo rientra tra le specie rigorosamente protette da leggi internazionali e nazionali.

Come posso proteggere il gregge?

Gli allevamenti allo stato brado, con scarsa sorveglianza e senza ricovero notturno, sono i più esposti alle predazioni. I metodi per ridurre moltissimo il rischio di predazione sono diversi, e vanno usati in maniera corretta e sinergica.

I più noti e diffusi sono:

  • il ricovero notturno del bestiame in recinti a prova di lupo
  • la sorveglianza del gregge durante il pascolo
  • l’utilizzo di cani pastore
  • l’utilizzo delle recinzioni elettrificate dei pascoli o di parte di essi.
Quale recinzione uso per difendere il mio gregge?

Esistono differenti tipi di recinzione. La scelta è condizionata dal metodo di allevamento, dalle dimensioni del gregge,  dalle condizioni ambientali delle aree frequentate per il pascolo e dal grado di rischio.

  • Recinzioni antipredazione fisse non elettrificate. Recinti realizzati di solito con pali portanti in legno o metallo e rete metallica a maglia fitta utili ad impedire l’ingresso dei predatori e di altre specie selvatiche nelle aree di ricovero/pascolo
  •  Recinzioni antipredazione elettrificate fisse. Recinti realizzati  di solito con pali portanti in legno o metallo e fili metallici (o corde sintetiche con intrecciati fili metallici) elettrificati tramite un elettrificatore collegato a rete fissa o a batteria, ricaricata da pannello solare. La recinzione non consente il passaggio dei predatori all’interno, durante la notte e in area di pascolo,  proteggendo così le  greggi dalla predazione.
  • Recinzioni antipredazione elettrificate mobili. Recinti costituiti di solito da paletti collegati a un conduttore costituito da una rete, fettuccia o cavo in fibra sintetica portante fili metallici elettrificati  tramite un elettrificatore collegato a batteria ricaricata da pannello solare. La recinzione, precludendo il passaggio dei predatori all’interno, protegge le greggi la notte dalla predazione nelle aree di pascolo. Le reti si adattano a forme di pascolo vagante di capi da latte in zone montane, quando dopo la mungitura è necessario proteggere i capi per la notte. In questo caso vengono spostate insieme al gregge e montate prima dell’uso. 
  • Recinzioni antipredazione miste elettrificate. Impianti realizzati utilizzando reti tradizionali integrate da cavi elettrici. Sono realizzate per rendere più efficienti le recinzioni tradizionali esistenti o nel caso in cui non è possibile assicurare una corretta manutenzione della fascia bassa delle recinzione, o esista il rischio di manomissione della parte elettrica.
Che cani pastore posso mettere a difesa del gregge?

I cani da guardiania appartengono a specifiche razze, adeguate a effettuare la sorveglianza delle greggi. Si tratta di razze selezionate con il  tempo, non tanto in base ai criteri  degli standard estetici di razza, ma per gli usi specifici ai quali devono far fronte:  custodia delle greggi, protezione da eventuali attacchi di predatori e poca aggressività nei confronti degli esseri umani. La presenza costante con le greggi dei cani da guardiania rappresenta il più valido strumento di prevenzione degli attacchi da predatori. I cani da guardiania, che non vanno confusi  con altri cani utilizzati spesso in campagna per la conduzione delle greggi, devono essere abituati fin da cuccioli a vivere con il branco delle pecore e non lo devono lasciare mai, limitando al minimo indispensabile i contatti con gli umani. Devono essere presenti nel gregge in numero adeguato, in base al numero delle pecore: per un gregge di 200-300 capi sono necessari almeno 4-5 cani. Generalmente è utile che vi sia un capobranco che spesso corrisponde al cane più grande per età. I cani di razza Maremmana/Abruzzese non necessitano di cure particolari, né dal punto di vista sanitario, essendo più  resistenti di altre razze canine, né per quanto riguarda l’alimentazione, accontentandosi di pasti frugali e non troppo ricercati. Tuttavia, i cani da guardiania, anche se non sono particolarmente esigenti, richiedono comunque un minimo di assistenza e cura. Una soluzione molto valida è quella di  avere sia i cani che un’area recintata dove poter tenere i cani e i capi in determinate situazioni.

Sezione C - Danni

In questa sezione troverai informazioni sul protocollo da seguire, la normativa che regola gli indennizzi e i riferimenti in caso di danni ad animali domestici causati dal lupo.

Ho subito una predazione: a chi mi rivolgo?

Quando si subisce un attacco è necessario contattare l'ASL. Questa manderà sul posto un veterinario che non solo dovrà accertare e certificare la morte dell'animale ma anche testare la possibile presenza di agenti patogeni. Sul luogo possono intervenire anche dei veterinari appositamente formati nell'ambito del progetto LIFE Medwolf, per effettuare l'analisi necroscopica della carcassa (diagnostica delle carcasse, problematiche di identificazione del predatore, identificazione dei casi di frode).

Cosa faccio degli animali morti?

Gli animali morti devono essere allontanati dall'azienda/allevamento per motivi igienico sanitari. A seguito di epidemie verificatesi negli anni '90 (Encefalopatie Spongiforme Bovina -BSE- ed Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili -TSE-) si impone l'obbligo di smaltimento delle carcasse di ovini, caprini, bovini, bufalini per termodistruzione. Questo smaltimento viene effettuato da società specializzate.

Posso ottenere un indennizzo dei danni?

Con la L.R. 26/2005 la Regione Toscana si impegna a cofinanziare per l'80% il costo della polizza che copre i danni diretti (morte) e quelli indiretti (aborto, perdita di produzione lattea, ferimenti) con una franchigia del 30% (art.3, c.3). Per quanto riguarda le spese per l'accertamento veterinario e la termodistruzione, queste sono a carico dell'allevatore, il quale può comunque chiedere il risarcimento delle spese sopraelencate (L.R. 26/2004 modificata con la L.R. 10/2006).

La Regione Toscana, oltre agli interventi sull'assicurazione sopra descritti, ha approvato con la Determinazione Dirigenziale n. 4433 del 7/10/2014 (clicca qui per visionare o scaricare il file), il bando per gli indennizzi previsti dal P.R.A.F. (Piano Regionale Agricolo e Forestale) con la Misura F.1.14 a) "Attuazione di interventi in materia di conservazione del lupo e prevenzione/riduzione delle predazioni in Toscana" (clicca qui per visionare o scaricare il file). Con detta misura è possibile accedere agli indennizzi degli attacchi subiti dal bestiame allevato, subordinati all'adozione, da parte dei beneficiari, di almeno una misura di prevenzione di cui alla misura A.1.5 a) del PRAF (sito internet Provincia di Grosseto).

Gli indennizzi consistono nel pagamento di danni diretti, danni indiretti o indotti sui capi predati e danni indiretti o indotti sull'intera unità produttiva, in base a delle tabelle di calcolo allegate al bando.

I contributi rientrano nel regime "de minimis" nel settore agricolo, di conseguenza per una azienda non può essere superato il limite di contributi di €15.000,00 in tre anni.

Rimane il contributo per lo smaltimento delle carcasse degli animali morti in azienda, sovvenzionato nell'ambito della Misura A.1.14 a) del PRAF. Tale finanziamento prevede il rimborso del 100% delle spese effettivamente sostenute e documentate per la raccolta e trasposrto delle carcasse verso gli impianti di incenerimento ed il contributo del 75% sulle spese effettivamente sostenute e documentate per la distruzione degli stessi capi. Gli indennizzi possono essere pagati nella misura massima di € 200,00 a capo bovino e bufalino ed € 40,00 a capo ovino e caprino per le spese di trasporto e di € 40,00 a capo bovino e bufalino ed € 7,00 a capo ovino e caprino per le spese di distruzione.

A chi mi rivolgo?

Le aziende colpite dall'attacco dei predatori  possono rivolgersi  al Comune, alla Comunità Montana o alle stesse associazioni di categoria per aprire le pratiche di risarcimento danni.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti potete scrivre all'indirizzo mail: info@medwolf.eu