Il Progetto

Descrizione del progetto

Il programma LIFE è lo strumento finanziario che supporta progetti ambientali e sulla conservazione della natura nei Paesi Europei e in alcuni casi accessibile anche ad altri Paesi vicini per contribuiscono per l’’implementazione degli obiettivi delle Direttive Habitats e Uccelli (Direttive 92/43/EC e 2009/147/EC del Parlamento Europeo e del Consiglio).
Il progetto MedWolf è supportato dal LIFE+Natura e Biodiversità, che cofinanzia azioni su: 

1) Buone pratiche e/o progetti dimostrativi che contribuiscono all’implementazione degli obiettivi riguardanti le Direttive Habitats e Uccelli.

2) Progetti dimostrativi e/o innovativi di implementazione della Strategia EU 2020 sulla Biodiversità.

Il progetto Life MedWolf si svolge in Italia, nella provincia di Grosseto, e in Portogallo, nei distretti del Guarda e di Castelo Branco. L'obiettivo è ridurre il conflitto tra la presenza del lupo e le attività antropiche nelle aree rurali delle due zone interessate dal progetto. MedWolf vede infatti per la prima volta la collaborazione tra associazioni di categoria rappresentanti il mondo agricolo, associazioni ambientali, istituzioni e centri di ricerca italiani e portoghesi.

 

 

Area d'intervento

Le due aree d'interesse del progetto sono l'Italia e il Portogallo e includono diversi siti Natura 2000. In Italia la zona in cui si sviluppa il progetto è l'intera area della provincia di Grosseto nel Parco Regionale della Maremma e nel Monte Amiata Monte Amiata, dove la presenza di lupi è stata riscontrata da precedenti studi e dove vi è personale addetto alla gestione del territorio in grado di contribuire al progetto. Lungo la fascia costiera predomina la macchia mediterranea che si diversifica in base alla tipologia di costa. Salendo lungo i promontori rocciosi si trovano il ginepro feniceo, il lentisco, il linterno e l'olivo selvatico, spesso associati a eriche, rosmarino e cisti. In alcune zone particolarmente aride e soleggiate si possono trovare anche le euforbie arboree e le palme nane, presenti soprattutto sui Monti dell'Uccellina nel Parco naturale della Maremma, che si estende su 9.800 ettari, con grandi estensioni di macchia mediterranea, pinete, paludi ma anche dune, praterie e coltivazioni. Mandrie di mucche maremmane vengono gestite allo stato brado e s'incrociano spesso con daini, caprioli e cinghiali. Il Monte Amiata è invece un territorio montuoso e collinare esteso per circa 150.000 ha, con grandi boschi di roverella, castagno, faggio e vaste zone destinate all’attività agro-silvo-pastorale.

In Portogallo invece le zone d'interesse sono i distretti del Guarda e di Castelo Branco. La densità media di popolazione nell’area interessata è di circa 18 abitanti per km2, e diminuisce a 12 abitanti per km2 nei territori più vicini al confine con la Spagna. L’economia locale è basata sull’agricoltura e il territorio è perlopiù suddiviso in piccole proprietà. In Portogallo la distribuzione del lupo è rimasta stabile fin dal primo censimento del 1997 con l’identificazione di due nuclei principali. Uno più numeroso e più stabile a nord del fiume Duero e l’altro, più frammentato e isolato dalla restante popolazione di lupi, a sud del fiume. In Portogallo l’area di intervento sarà concentrata sul nucleo più a rischio, localizzato a sud del fiume Duero, più precisamente, la porzione più a est considerando la distribuzione territoriale del lupo, lungo il confine con la Spagna. Nonostante sia considerata priorità di conservazione dall’Istituto per la Conservazione della Natura e la Biodiversità (l’autorità responsabile per la gestione del lupo), questa porzione di area non ha ricevuto un’attenzione adeguata negli studi effettuati. Si tratta di un nucleo piuttosto frammentato, la cui sopravvivenza ed espansione è condizionata dalla distruzione dell’habitat e dalla presenza di barriere fisiche e sociali. L’area di intervento è di importanza cruciale per il consolidamento di questo nucleo a sud del fiume Duero e per l’espansione a sud-est del lupo portoghese, promovendo la sua futura connessione con la popolazione spagnola del lupo.

Il lupo

Il lupo (Canis Lupus) è una specie protetta a livello nazionale ed europeo ed è inserita nella Lista rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) come "specie vulnerabile". Protetto dalla "Direttiva habitat" 92/43 dell'Unione Europea all'allegato IV del documento: "Specie animali e vegetali d'interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa". In Italia la specie è protetta ai sensi della Legge del 11 Febbraio 1992, n. 157 Art. 2.

È un predatore generalista, 25-40 kg, che vive in habitat differenti nei territori dell’Eurasia e del Nord America. I lupi possono abitare diverse tipologie di aree, tra cui anche habitat dominati dall’essere umano come i territori agricoli. Nel passato si pensava che i lupi potessero vivere solo in zone montane o in grandi foreste, ma ciò era dovuto alla persecuzione umana che ne aveva ristretto la popolazione in aree remote. Al giorno d’oggi è ovvio che, in assenza di una pesante azione di contenimento, i lupi possano vivere vicino alle zone abitate. I lupi predano ungulati vulnerabili, come il capriolo (Capreolus capreolus), il cervo rosso (Cervus elaphus), il camoscio (Rupicapra spp.) e il cinghiale (Sus scrofa) nell’Europa meridionale.

Questa persecuzione ha sradicato l’intera popolazione di lupi nel passato e ne ha frammentate molte altre nei secoli precedenti. Questo nei paesi sviluppati, soprattutto in Europa Occidentale e negli Stati Uniti. Ma durante le ultime quattro decadi, le nuove politiche di conservazione, il recupero degli ungulati allo stato selvaggio e della vegetazione naturale, facilitate dalla migrazione di popolazioni dalle zone rurali a quelle urbane, hanno permesso il recupero di numerosi branchi in molte nazioni europee. Gli studi effettuati ci portano a stimare la popolazione attuale di lupi in Portogallo in 300 esemplari, insidiati solo nel nord e nel centro del paese – corrispondenti al 20% del suo numero originario. L’espansione del lupo è anche limitata da attività illegali che impediscono lo stabilirsi di branchi riproduttivi in aree nuovamente colonizzate.

Problematiche e minacce alla specie

Conflitti con le attività umane locali
La persecuzione del lupo in risposta ai danni al bestiame si è diffusa oltre i limiti.
Questo è il problema fondante per l’espansione del lupo e il suo stabilirsi a lungo termine nelle due aree di MedWolf. Precedenti studi suggeriscono che le aree sono ecologicamente adeguate per la presenza del lupo, ma esistono situazione conflittuali con le attività umane. Danni al bestiame attributi ai lupi sono stati registrati nelle due aree di studio dalle autorità locali e l’attitudine della popolazione locale spesso tende a tradursi in rappresaglia piuttosto che in un richiesta di assistenza presso le istituzioni (causa burocrazie e insoddisfazione per le strategie di controllo del danno).

Frammentazione dell’habitat sociale
Nella maggior parte dei paesi mediterranei, dove l’habitat è altamente umanizzato e frammentato, alcune aree sono poco adatte ai lupi. L’obiettivo è evidenziare conservazione e comunicazione nelle zone più idonee, per raggiungere una minimizzazione degli effetti negativi delle barriere sociali.

Mancanza di strategie coerenti di conservazione per la preservazione del lupo Iberico
Il Portogallo e la Spagna si dividono la gestione della popolazione del lupo iberico. La promozione di gruppi di coordinamento nazionali e internazionali è un aspetto cruciale che dovrebbe essere enormemente sviluppato attraverso progetti Life. Tale coordinamento permetterebbe la definizione di metodologie e criteri comuni per consentire un monitoraggio e una gestione del lupo transfrontalieri efficienti. La standardizzazione del monitoraggio e della valutazione dei danni causata da canidi è altrettanto importante per consentire il confronto dei dati tra Paesi e Regioni. MedWolf stabilirà un gruppo di lavoro per quanto riguarda la Penisola Iberica e uno internazionale sui danni, incrementando il coordinamento internazionale e la diffusione dei risultati positivi. In Portogallo questo progetto consentirà un incremento degli sforzi per il monitoraggio nell’area di intervento, ridotto in passato, che pè considerato un’alta priorità dall’Istituto per la Conservazione della Natura e della Biodiversità.

 

Mancanza di test sistematici riguardo l’efficacia delle strategie di controllo del danno
Sebbene la prevenzione del danno sia oggi considerata il miglior approccio alla    conservazione dei predatori, è stata portata a termine una sistematica analisi dell’efficacia dei differenti metodi in condizioni diverse. Questa ci porta all’elaborazione di strategie locali di natura opportunistica che talvolta procrastinano errori ed esperienze negative, con poco successo nella soluzione di conflitti. La promozione di gruppi di coordinamento nazionali e internazionali è un aspetto cruciale che sarà implementato attraverso MedWolf e che porterà a una maggiore conoscenza dei problemi e dei vantaggi di ogni metodo e\o combinazione di metodi per la prevenzione del danno e partecipazione sociale. Un interscambio di informazioni ed esperienza è fondamentale, dalla valutazione del predatore all'identificazione del responsabile del danno arrecato agli allevatori locali, per l’ottimizzazione delle limitate risorse disponibili per la conservazione del lupo.

Obiettivi, azioni e strumenti coinvolti

Promuovere la presenza stabile del lupo nelle zone rurali nell’Europa Mediterranea occidentale, dove le abitudini culturali di convivenza sono andate perdute. L’obiettivo sarà raggiunto attraverso la riduzione dei conflitti con le attività umane.

  • Sviluppo di uno studio reale e credibile della presenza e dello stato del lupo e descrizione delle condizioni di conflitto causate dalla presenza del lupo nelle aree di progetto (studio ex ante della presenza e dei danni causati dal lupo).
  • Azioni dedicate alla formazione degli attori locali coinvolti (allevatori e cacciatori) riguardo alla presenza del lupo, agli avvistamenti di lupi, attività illegali e formazione sulla valutazione dei danni.
  • Test e sperimentazione di metodologie, per una corretta implementazione delle misure di prevenzione dei danni effettivi come: distribuzione e installazione di recinzioni elettrificate, staccionate fisse convenzionali, addestramento e distribuzione di cani da guardia che controllano il bestiame, per ridurre il rischio di predazione da parte del lupo;
  • Scambio di esperienze con altri progetti simili ed esperti in materia di conservazione del lupo.
  • Creazione di gruppi di coordinamento nazionale e internazionale sulle tecniche di prevenzione del danno e sui metodi di conservazione del lupo;
  • Mitigazione delle barriere sociali, stima delle potenziali barriere all’espansione del lupo e controllo della somministrazione di veleno e attività anti bracconaggio attraverso tecniche GIS;
  • Campagne di sensibilizzazione rivolte al pubblico e agli allevatori sui metodi di coesistenza tra il lupo e le attività umane (sondaggio ex ante, sito web, campagna di comunicazione);
  • Accrescere la consapevolezza e incrementare la conoscenza dei livelli gestionali attraverso incontri tematici e gruppi di lavoro (laboratori di formazione sui livelli della popolazione, simposio sulla prevenzione dei rischi della fauna selvatica).
Risultati attesi

Attraverso le azioni messe in pratica il progetto intende raggiungere i seguenti risultati concreti:

  • la riduzione del 20% dei danni al bestiame nelle aree di implementazione del progetto;
  • l'incremento del 30% nell'utilizzazione delle misure di prevenzione del danno da parte degli allevatori;
  • l'adozione di buone pratiche in aziende zootecniche (in Italia e in Portogallo);
  • un incremento del 20% rispetto al primo sondaggio del livello di conoscenza degli agricoltori e dell’opinione pubblica in generale;
  • adozione di metodologie e criteri comuni per consentire un efficace monitoraggio transfrontaliero del lupo;
  • un’ adeguata formazione delle guardie, dei veterinari e altri tecnici sul lupo e sul monitoraggio dei danni;
  • l'adozione nelle due aree di studio di tecniche standardizzate per il monitoraggio della presenza del lupo;
  • l'istituzione di un gruppo internazionale di prevenzione del danno e la riattivazione di un bollettino elettronico Carnivore Damage Prevention News;