Normativa

Le azioni finalizzate alla mitigazione del conflitto uomo-lupo non possono prescindere dalle disposizioni e linee guida internazionali per la conservazione del lupo che tendono a ricostituire o mantenere popolazioni vitali di questa specie come parte integrante degli ecosistemi.

Il lupo a livello comunitario è tutelato dalla Convenzione di Berna (1979) Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa, dove nell'allegato II viene menzionato come specie strettamente protetta. Il lupo inoltre è tutelato dalla Direttiva Habitat EU (1992)Direttiva n.92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna selvatiche, che nell'allegato IV ne impone una protezione rigorosa.

In Italia, dal 23 luglio 1971 con il Decreto Ministeriale (“Decreto Natali”), il lupo è una specie protetta, quindi non cacciabile, e secondo l'attuale piano normativo italiano è tutelato dalla legge 157/92 Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio (art: 2, 4, 19 -c.2-, 26) e dalla legge 357/97 Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alle conservazione degli habitat naturali e semi-naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche (art: 7 -c.2-, 8 -cc.1,2-, 11 -c.1-, 12).

Normative per la tutela del patrimonio zootecnico

Con la L.R. 26/05 Tutela del patrimonio zootecnico soggetto a predazione, la Regione Toscana dispone la concessione di contributi finalizzati alla protezione del patrimonio zootecnico, per la realizzazione di opere, quali stalle o ricoveri, recinzioni o sistemi di allerta e per la stipula di contratti assicurativi a copertura dei danni causati dalle specie carnivore selvatiche agli imprenditori agricoli che adottato una delle misure di prevenzione previste dal Regolamento n.15/R del 2006, che dimostrino un'adeguata redditività (art.8 L.R. 45/2007) e che siano in possesso della qualifica I.A.P. o siano iscritti nel registro delle imprese in qualità di imprenditori agricoli o piccoli imprenditori-coltivatori diretti.

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Con la L.R. 26/05 Tutela del patrimonio zootecnico soggetto a predazione, la Regione Toscana dispone degli interventi finanziari finalizzati alla protezione del patrimonio zootecnico bovino, ovi-caprino ed equino soggetto ad attacchi di specie carnivore selvatiche di cui all'allegato IV della direttiva 92/43/CEE (lupo, gatto selvatico, aquila reale). Tale legge prevede la concessione di contributi, da una parte, per la realizzazione di opere di prevenzione a tutela del patrimonio zootecnico, per una spesa non superiore a € 26000,00, del 40% (o del 50% se si tratta di zone montane o svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CEE):

  • stalle o ricoveri,
  • recinzioni metalliche o elettriche,
  • sistemi di allerta e/o videosorveglianza acquisto e addestramento dei cani da guardiania 

dall'altra contributi per la stipula di contratti assicurativi per i danni causati dalle specie carnivore selvatiche ai soli imprenditori agricoli che abbiano nella propria azienda una delle misure di prevenzione previste dal Regolamento (d.p.g.r. 8/5/2006 n.15/R), che dimostrino un'adeguata redditività (art.8 L.R. 45/2007) e che siano in possesso della qualifica I.A.P. (Imprenditore Agricolo Professionale) o siano iscritti nel registro delle imprese in qualità di imprenditori agricoli o piccoli imprenditori-coltivatori diretti unitamente all'effettivo esercizio dell'attività di allevamento di animali. 

I danni riconosciuti sono:

  • danni diretti: morte, abbattimento d'urgenza e morte presunta (qualora le spoglie del capo non venissero rinvenute entro 20 giorni dalla scomparsa)
  • danni indotti: aborto.

Il valore degli animali è quantificato nelle tabelle ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo alimentare), se si tratta di animali iscritti al libro genealogico il prezzo viene ricavato dalle mercuriali della CCIAA (Camera di Commercio) se presenti, altrimenti si ritorna al valore ISMEA. Per l'aborto invece è previsto un risarcimento pari al 30% del prezzo dell'animale adulto.

I contributi per la stipula del contratto assicurativo è così strutturata:

  • sono concessi fino ad un massimo dell'80% del costo di premi per contratti che prevedono un risarcimento del danno che supera il 20% della produzione normale nelle zone montane e svantaggiate e il 30% nelle altre zone.
  • Contributi del 50% per contratti assicurativi su tutto il valore della produzione.

Obblighi dell'assicurato:

  • L'assicurato ha l'obbligo di assicurare tutti gli animali detenuti in stalla o che verranno mandati in alpeggio
  • in caso di danno deve avvisare il contraente (CO.DI.PR.A) o direttamente il broker
  • contattare l'Asl e seguire le istruzioni dell'Autorità Sanitaria e del veterinario intervenuto
  • conservare le spoglie dell'animale per almeno 36 ore a disposizione del veterinario fiduciario della compagnia assicuratrice
  • fornire al contraente o al broker documentazione delle prestazioni mediche e somministrazione dei farmaci, certificato veterinario che contenga indicazione della data del sinistro, del numero dei capi coinvolti e delle cause che lo ha provocato ed eventuali certificati di fecondazione immediatamente precedenti e successivi all'aborto.

Indennizzi:

  • 70% del valore del capo in caso di morte dell'animale o abbattimento d'urgenza
  • 30% del valore del capo in caso di aborto o morte presunta (l'aborto è indennizzabile a condizione che il danno avvenga dopo 60 giorni dalla fecondazione e non oltre il 120° giorno)
  • pagamento entro 30 giorni dal ricevimento del saldo relativo ai premi del primo trimestre
  • pagamento entro 30 giorni dal saldo relativo ai premi del periodo successivo
  • pagamento entro 30 giorni dalla scadenza contrattuale

Ulteriori norme per la tutela del patrimonio zootecnico

La Regione Toscana ha istituito un bando per gli indennizzi degli attacchi subiti dal bestiame allevato, a beneficio degli imprenditori agricoli che hanno adottato almeno una misura di prevenzione di cui alla misura A.1.5 a) del PRAF. Gli indennizzi consistono nel pagamento di danni diretti, indiretti o indotti sui capi predati e danni indiretti o indotti sull'intera unità produttiva. Rimane il contributo finalizzato al rimborso del 100% delle spese effettivamente sostenute e documentate per la raccolta e il trasporto delle carcasse degli animali morti in azienda agli impianti di incenerimento ed il contributo del 75% sulle spese effettivamente sostenute per la distruzione degli stessi capi.

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La Regione Toscana, oltre agli interventi sull'assicurazione sopra descritti, ha approvato con la Determinazione Dirigenziale n. 4433 del 7/10/2014, il bando per gli indennizzi previsti dal P.R.A.F. (Piano Regionale Agricolo e Forestale) con la Misura F.1.14 a) "Attuazione di interventi in materia di conservazione del lupo e prevenzione/riduzione delle predazioni in Toscana". Con detta misura è possibile accedere agli indennizzi degli attacchi subiti dal bestiame allevato, subordinati all'adozione, da parte dei beneficiari, di almeno una misura di prevenzione di cui alla misura A.1.5 a) del PRAF.

Gli indennizzi consistono nel pagamento di danni diretti, danni indiretti o indotti sui capi predati e danni indiretti o indotti sull'intera unità produttiva, in base a delle tabelle di calcolo allegate al bando.
I contributi rientrano nel regime "de minimis" nel settore agricolo, di conseguenza per una azienda non può essere superato il limite di contributi di €15.000,00 in tre anni.

Rimane il contributo per lo smaltimento delle carcasse degli animali morti in azienda, sovvenzionato nell'ambito della Misura A.1.14 a) del PRAF. Tale finanziamento prevede il rimborso del 100% delle spese effettivamente sostenute e documentate per la raccolta e trasposrto delle carcasse verso gli impianti di incenerimento ed il contributo del 75% sulle spese effettivamente sostenute e documentate per la distruzione degli stessi capi. Gli indennizzi possono essere pagati nella misura massima di € 200,00 a capo bovino e bufalino ed € 40,00 a capo ovino e caprino per le spese di trasporto e di € 40,00 a capo bovino e bufalino ed € 7,00 a capo ovino e caprino per le spese di distruzione.

In pratica:

Le Aziende agricole ad indirizzo zootecnico che hanno subito un danno  causato da predatori e certificato dal Servizio Veterinario Locale devono portare il documento rilasciato dal medico veterinario al proprio ufficio zona della propria OOPPAA per poter compilare la domanda di risarcimento su ARTEA.

La domanda nel 2014 è stata aperta il 13 ottobre 2014 e chiusa il 14 novembre 2014.  La domanda sarà riaperta nel 2015 in data da definirsi.

Il riconoscimento del danno è composto da:
1. danno diretto: 100% del valore del capo predato (secondo le tabelle approvate dalla Regione);
2. danno indiretto: 100% delle perdite di produzione sul capo predato; coefficiente da applicare sul complessivo numero di capi allevati in azienda. (secondo le tabelle e i coefficienti approvati dalla Regione);

Il valore del capo cambia in base all’età, al sesso, all’iscrizione a L.G. o R.A. o alla possibilità di dimostrare con adeguato certificato di provenienza il valore del capo predato (solo quest’ultimo documento da allegare alla domanda).

Per capo predato si intende l’animale morto e quello gravemente ferito che non potranno più essere inserito nel comparto produttivo e destinato alla soppressione. Il contributo complessivo del danno indiretto non potrà mai essere superiore al triplo dell’indennizzo del danno diretto. Gli imprenditori che hanno sottoscritto polizze assicurative riceveranno il valore del danno indiretto.
Il contributo è rapportato agli aiuti in “de minimis” che per le aziende agricole è pari a 15.000 euro nell’arco di un triennio.

Gli allevatori che al primo evento predatorio non hanno ancora adottato strumenti preventivi devono dotarsene al fine che il secondo attacco possa essere riconosciuto e risarcito. Gli strumenti di prevenzione consentiti  sono quelli riportati nella PRAF misura A.1.5 Azione a) INVESTIMENTI NELLE AZIENDE PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO ZOOTECNICO” L.R. 26/05.

Se l’azienda ha già adottato almeno uno di questi strumenti di prevenzione deve dichiararlo in domanda e non è obbligata ad altri adempimenti.

Normative per la gestione del cane da guardianìa

La gestione del cane da guardiania rientra tra le buone pratiche per la protezione del bestiame e per la mitigazione del conflitto uomo-lupo, ed è regolata da alcune norme, tra cui l’applicazione del microchip entro il secondo mese di vita, la definizione delle modalità di gestione dei cani per prevenire problemi di aggressioni a persone e per garantire il rispetto del cane e le accortezze necessarie a evitare che i cani possano circolare incustoditi a più di 200 metri dall’abitazione o dal bestiame.

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Anche la gestione del cane da guardiania rientra tra le buone pratiche per la protezione del bestiame e per la mitigazione del conflitto uomo-lupo, ed è regolata da alcune norme sottoelencate.

L'Ordinanza 6 agosto 2008, G.U. n. 194 del 20/08/2008 dispone che è obbligatoria l’applicazione del microchip, entro il secondo mese di vita, da parte di veterinari pubblici o privati (art. 2). Per maggiori informazioni rivolgersi alle ASL di competenza.

Con l' Ordinanza 3 marzo 2009, G.U. Serie Generale n. 68 del 23 marzo 2009 si indicano le modalità di gestione dei cani per prevenire problemi di aggressioni a persone e per garantire il rispetto del cane. L’art. 5 comma 3 esclude i cani da conduzione di greggi dall’obbligo del guinzaglio e museruola.

Con la Legge Regionale sulla caccia 3/94, : I cani da guardia delle abitazioni e del bestiame non devono essere lasciati incustoditi nelle campagne a più di 200 metri dall’abitazione o dal bestiame medesimo (art. 45). Inoltre cani e i gatti trovati a vagare nelle campagne, tenuto conto delle disposizioni della legge 14 agosto 1991, possono essere catturati dagli agenti di vigilanza (art.51).